SALVATOR DALI’, BIZZARRO & ECCENTRICO SURREALISTA

SALVATOR DALI’, BIZZARRO & ECCENTRICO SURREALISTA

Domenica in mostra da Salvator Dali’ a Palazzo Gaddoni a Bologna. Restera’ in citta’ fino al 7 maggio e per me sono stati 14 euro spesi bene.

Un occasione unica per capire a fondo la complessa personalita’ del pittore e scultore Spagnolo.
Nutro da sempre ammirazione per il bizzarro e surreale personaggio. Caratteristici baffi “tinchi” e all’insu’ uniti a singolare sguardo magnetico e allucinato hanno sempre destato in me curiosita’ e timore in egual misura.
Non vi nascondo che avrei voluto conoscerlo se non fossi nata nell’ 82’… Mori’ nel 1989 poco dopo la morte della moglie avvenuta nel giugno dell’ 82. Dali’ tento’ piu’ volte il suicidio perché affetto da una malattia che impedi’ lui di operare negli ultimi anni.

La sua paura del tempo e del lento e inesorabile trascorrere dello stesso si rivelo’, come per ogni essere vivente, una paura piu’ che fondata. Il famoso orologio liquido ritratto da Dali’ dopo che ebbe osservato pezzi di formaggio fondersi al sole e’ l’espressione esatta di un tempo che si sottrae alla sua rigida determinazione ma e’ qualcosa di sfuggente , informe, inafferrabile che inesorabilmente scorre.

La mostra e’ ricca di effetti e regala al visitatore un piacevole viaggio con colpi di scena e inattese sorprese. Un sentimento di stupore mi ha colpita piu’ volte durante la visita perché ho sempre avuta la sensazione di passare dal banale allo straordinario in men che non si dica con variazioni emotive repentine. Una continua oscillazione tra determinato/ stabile e indeterminato / instabile.

Dali’ fu costantemente in bilico nella sua esistenza e questa situazione di mancata determinazione lo porto’ ad odiare tutto cio’ che non avesse forma intelligente. Bizzarro ma efficace l’esempio del cibo. Amava i crostacei e odiava gli spinaci delle semplici verdure di cui l’artista non comprendeva la forma imperfetta.

Una mostra e un esperienza davvero shock.

Oggettistica, scultura, quadri e proiezioni stravaganti accompagnano il visitatore e non mancano effetti scenici perfino in bagno.
Formiche in corsa sulle pareti , orologi surreali e cassetti dagli effetti speciali colpiscono anche il più distratto dei visitatori.

Dalì fu massima espressione del surrealismo anche se dai sui compagni surrealisti ,per lo piu’ di sinistra, fu accusato di essere un supporter di Hitler e di Franco in Spagna. Dalì preferi’ non esprimersi mai apertamente riteneva vi fosse un confine invalicabile tra arte e politica. Tuttavia fu più volte accusato e addirittura emarginato dai suoi per essersi rifiutato di contrastare apertamente il fascismo e le forme dittatoriali del tempo.

Fu eccentrico in tutto. Nell’abbigliamento e anche nel comportamento. Si dice che quando il padre lo cacciò di casa per una sua uscita pubblica in cui denigro’ la madre, lui torno’ dal padre con un preservativo pieno del proprio sperma dicendo al padre: ” adesso siamo conto pari. Non ti devo più nulla.”

Io trovo estremamente affascinante questa figura per il suo irrompere sulla scena in maniera ribelle e difforme, bizzarra e oserei dire talvolta barocca e ridondante.
Dali’ e’ l’espressione della sfacciataggine della consapevolezza massima della propria artisticita’.

E’ punto di rottura. Nuovo paradigma.

Non vorrei commettere errori o fare paragoni fuori luogo ma trovo qualcosa di simile e comune con quella figura Dannunziana originale e superba che tutti conosciamo.
Non vi dico altro sulla mostra vi ruberei l’entusiasmo e lo stupore, se potete fatecelo un giro.

Per me ne vale veramente la pena…

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